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Ombrello con manopola in legno di Ginestra VAR. Verde

169,00

La creazione questo ombrello frutto di anni di esperienza nel settore artigianale e nella passione di creare oggetti unici. L’ombrello“Domizio” è realizzato interamente a mano ed è rifinito nei minimi particolari. L’asta dell’ombrello è in faggio evaporato con un diametro di 16mm, mentre le manopole sono tutte in legno pregiato come Frassino,Nocciolo,Ciliegio,Castagno Bamboo ecc. All’interno possiamo notare le “calzettine” ( ritagli di tessuto che ricoprono la forcina delle stecche), i due “ricetti o rosette” che ricoprono la canola di scorrimento e la doppia noce ossia la parte di congiunzione delle stecche. I tessuti usati per il rivestimento sono tutti prodotti da tessiture Italiane, dietro nostre particolari richieste con doppia impermeabilizzazione e doppia resinatura. Con filamenti in seta pura.

Marca: Ombrelli Domizio del 1989
Modello: 67/8/16
Manopola: Legno di Ginestra
 Particolari  Nastrino con bottoncino in Madreperla
Colore: Verde
Materiale esterno: Cotone resinato 100% impermeabilizzato
Dimensioni chiuso 94  cm manopola compresa
Diametro aperto: 120 cm
Sistema di Apertura: Manuale
Stecche: Acciaio calibro 12

2 disponibili

Descrizione

La ginestra è un arbusto diffuso in tutta la regione mediterranea, il tipo che viene impiegato per la lavorazione degli ombrelli Domizio non poteva non essere quella del Vesuvio, principale caratteristica di questo legno è la robustezza, infatti il suo legno è anche detto legno “ferro” il legno di Ginestra e particolarmente nodoso, infatti possiamo notare le particolari irregolarità del legno che rendono la manopola più pregiata.

Ginestra Spartium jumceum
Ovvero, la ginestra.

Alla ginestra, il poeta Giacomo Leopardi dedica un’ode indimenticabile.
Eppure, sapete che la ginestra, uno dei simbolo della natura che cresce sul Vesuvio, è una pianta rude e tenace, capace di vivere anche in ambienti estremi?

E’ una delle prime piante infatti che colonizza le lave vulcaniche arricchendo il terreno di azoto. I suoi fiori gialli attirano quegli insetti cosiddetti “bottinatori“: mentre fanno incetta di nettare, passando di fiore in fiore, fungono da impollinatori.

In antichità gli steli della ginestra venivano trattati per fare fibre tessili e corde. Ancora oggi, gli stessi, vengono usati dai contadini per legare le piante ai sostegni. Uno dei casi di più noti è ad esempio quello dei pomodori.

 

Qui su l’arida schiena
Del formidabil monte
Sterminator Vesevo,
La qual null’altro allegra arbor nè fiore,
Tuoi cespi solitari intorno spargi,
Odorata ginestra,
Contenta dei deserti. Anco ti vidi
De’ tuoi steli abbellir l’erme contrade
Che cingon la cittade
(Giacomo Leopardi)